Incanto di buona fortuna

Occorrente:
-Candela blu
-Un foglio

In un giovedì di luna crescente accendere la candela blu.
Scrivere sul foglio bianco la formula dell’incanto:
“Che quest’ incanto mi dia la fortuna, la fiamma il foglio prenderà e la fortuna mi bacerà. Così voglio, così sia.”
Recitare 3 volte la formula, una volta fatto arrotolate il foglio e bruciatelo sulla fiamma della candela.

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Published in: on 19 agosto 2015 at 17:34  Comments (3)  

CONTRO L’INSOLAZIONE

Si pone sui capo del paziente un piatto d’argilla con un po’ d’acqua, si preparano nove pezzettini di bambagia e si mettono in una tazza, si accende quindi il cotone e subito la tazza si capovolge nel piatto. La bambagia si spegne, l’acqua si asciuga e sottili spire di fumo si raccolgono nella tazza. Si recita poi il seguente scongiuro: ” Armuzzi decollati, quannu tutti novi vi iungiti, quannu trasiti intra la ma casa vi ringraziu di chiddru ca faciti “. Si recitano poi tre ” pater ” a Santo Zaccaria.

Published in: on 13 agosto 2015 at 08:55  Lascia un commento  

Rito propiziatorio per trovare lavoro

Il rituale – di comprovata efficacia – che presento, può essere usato quando si abbia bisogno di essere favoriti dalla sorte nella ricerca di lavoro, o prima di un colloquio o un incontro importanti.
Quella che segue è una litania da recitare in tono pacato, nelle ore tarde della sera, dalle 23,55 fino alla mezzanotte e qualche minuto, momento in cui il vecchio giorno, cede posto al nuovo… Disporsi in un luogo tranquillo, lontano da distrazioni con animo sereno, per chiedere aiuto e protezione ai quattro elementi fondamentali della natura: “Aria, Acqua, Terra, Fuoco”

“Io ti invoco o spririto della Terra,
perchè tu possa guidare i miei passi in lidi sicuri;
io ti invoco o spirito dell’Aria
perchè tu possa condurre a me, solo liete novelle;
io ti invoco o spirito dell’Acqua
perchè tu possa lavare via da me ogni contrattempo;
io ti invoco o spirito del Fuoco
perchè tu possa con la tua forza, liberare il mio cammino.
E ora sette passi faccio ad Est per essere protetto
E sette ad ovest, perchè ciò che chiedo avvenga sotto il mio tetto”.

La cantilena sopra deve essere recitata scrupolosamente, poichè nella stessa sono presenti ripetizioni studiate in numeri pari, di alcune parole, la cui fonazione è molto importante in termini di riuscita del rito stesso

Published in: on 8 agosto 2015 at 08:37  Lascia un commento  

Magia per trovare un nuovo lavoro e avere prosperità

Cercate un lavoro? Volete aiutare la sorte? Allora vi consiglio di provare con questa formula magica collaudata che vi aiuterà non solo a trovare un impiego, ma esattamente come lo volete voi e a cui potrete chiedere tutto ciò che volete!
Prima di tutto però ricordiamoci che eseguire un incantesimo o preparare una pozione magica quando si è nervosi non la farà funzionare allo stesso modo che quando ce ne occupiamo dopo esserci rilassati. Inoltre bisogna crederci veramente.
Quindi prendete una parte di olio di sandalo, un’altra di olio di patchouli, dei chiodi di garofano, dell’incenso, dei germogli e noci moscate. Procuratevi una candela verde di diametro piuttosto grande, una pergamena, una penna e dell’inchiostro fatto di sangue di drago.
Con la Luna crescente, o in Luna piena, prendete tutte le erbe e ponetele in una stoffa, legatele con un nastro e posizionatelo sull’altare insieme ad una bottiglietta contenente gli oli.
Sulla pergamena disegnate il simbolo di Giove, il simbolo del denaro, ad esempio l’euro, oppure una runa se pensate alla prosperità in generale. Poi fate una lista di tutte le cose che vi piacerebbe ottenere dal nuovo lavoro, attraverso i soldi che guadagnerete.
Con la penna scolpite la parola “prosperità” sulla candela poi ungete quest’ultima con l’olio e lasciatela spenta. Utilizzate il resto dell’olio aggiungendone alcune gocce all’acqua del vostro bagno oppure come profumo. Dormite con la bustina di erbe sotto il cuscino. Dovreste vedere i risultati in uno o tre mesi.

Published in: on 5 agosto 2015 at 07:15  Lascia un commento  

Orazione a Sant’Antonio per legare a se un uomo

Questa è una preghiera non molto diffusa rivolta a Sant’ Antonio affinchè interceda con la nostra volontà e ci aiuti a farci amare, o chiamare o comunque in tutti i casi legare un uomo a noi.
E’ un orazione molto forte e molto potente, non la sottovalutiamo e prima di decidere se farla o meno, leggiamone il contenuto..ricordiamoci che a nostra volta promettiamo fedeltà per avere questa grazia, per cui regoliamoci se farla o meno.
Nota: Quando si dice “così sia”, ripetiamo anche il nome del nostro amato.
Non dimentichiamo che il segreto della preghiera è la persistenza, quindi non rinunciamo se non otteniamo subito ciò che si vuole in modo molto veloce, ma continuiamo a pregare con fede.
“Oh Sant’ Antonio , voi che vi prendete cura della felicità umana, e dell’ amore delle persone vi prego , fate che (nome di lui), mi ami profondamente, che lui si attacchi a me come si attaccano addosso le erbe di campo. Fate si che non mi nascondi mai nulla, che non mi rinneghi mai ed io gli sarò sempre fedele. Fate si che (nome di lui)venga a cercarmi oggi, affinchè egli non abbia un secondo di pace nella sua vita se è lontano da me da ora! Amen e così sia.”

Published in: on 4 agosto 2015 at 06:58  Lascia un commento  

Rito per combattere l’ indifferenza di un uomo o per farlo tornare

Questa pratica magica, serve per far ritornare l’ amato a noi , dolce e carino come un tempo,qualora il suo atteggiamento nei nostri confronti fosse cambiato..oppure a combattere o prevenire l’ indifferenza dell’ amato, non per farlo innamorare di noi, ma per far si che egli ci prenda in considerazione al 100% e prenda in considerazione seriamente il rapporto di coppia.
Il rito va fatto di lunedì all’aperto (cortile, giardino, bosco, incrocio di strada) e va ripetuto per nove lunedì di fila.
Procedimento:
Recatevi in un luogo all’ aperto e accendete una candela bianca per le anime benedette. Posizionate davanti a voi un bicchiere con un po’ d’acqua dicendo:
“Per i miei cari beati, che sono morti assetati,offro questa candela e questo calice con un po’ d’acqua, per nove Lunedì, per far si che voi riportiate a me (nome del vostro amato), solo per me.Una volta che lui sarà tornato (o sarà ritornato ad essere gentile con me , io vi dar’ un altro bicchiere d’acqua, affinchè voi possiate saziare la vostra sete.”
Recitate poi, quindi 1 Padre Nostro ed un Ave Maria per Loro.
A grazia ottenuta, portate un bicchiere colmo d’acqua nel luogo della preghiera e fate dire una messa per le anime defunte in chiesa.

Published in: on 2 agosto 2015 at 08:41  Lascia un commento  

Rimedi popolari per le verruche

Porro o Verruca. Purrettu; purri, porri (Nic.); birrittu (messina); birrinu (trapani).
Nascon porri alle mani (Pal.) o alla nuca (Terran.) di chi voglia contar le stelle.
Per farli nascere i bambini indicano col dito il cielo e poi la parte del corpo sulla quale si vuole che il porro venga fuori, ripetendo per un pezzo: Stidda ddà e purrellu ccà (stella li e porro qui) e cosi sono sicuri che il dì appresso il porro spunterà.
I rimedi per far sparire i porri e per consumarli sono molteplici, ed eccone alcuni:
Tanti granuli di sale quanti sono i porri, si gettano in forno nell’ora che questo si riscalda. Consumato il sale i porri cadono (Marsala). Si prende un filo di paglia d’orzo, si taglia trasversalmente nel nodo, e con uno dei capi tagliati si tocca il porro. la paglia si lega o con una setola di coda di cavallo o con un filo di seta qualunque, e si nasconde in un buco attendendo che esso marcisca; marcita la paglia, sparisce il porro (Alimena). V’è chi fa una croce sul porro con un coltello (Bagheria). V’è chi fa mette a putrefare in luogo umido la paglia con la certezza che il porro avvizzirà con l’avvizzire della paglia. Se più d’uno sono i porri, più saranno i nodi: ogni cosa fatta colla massima segretezza ( Gangi). v’è pure chi mastica senz’altro <i nodi della paglia con pronunziar contemporaneamente certe formali parole> (Pal.). V’è chi prende tante fave o nodi di paglia quanti sono i porri e li getta in un pozzo che non abbia mai visto per lo innanzi, allontanandosi prestamente per non udirne il lievissimo tonfo, se cosi può dirsi, dell’acqua. Con maggiori particolarità e circostanze nelle pratiche, si prendono tre fili di paglia, in ciascheduno de’ quali sia un nodo, si legano sopra i porri; poi si tolgono essi fili e si buttano in una cisterna o in un pozzo, al quale per un intiero anno la persona che ha i porri non dovrà accostarsi; al marcire della paglia, spariranno i porri; però è necessario ripetere il seguente scongiuro
Purrittu, purrittieddu,Vattinni a Muncihieddu.
ppi la Vergini Maria Squaggia. Purriettu, e mintiti a la via. (Chiaramonte).

ed anche quest’altro:
Curri. purrotta, vattini di ddocu,
fuj prestu di stu locu;
Curri, purrettu, vattini luntanu.
Scumparisci di sta manu:
Unni c’è ccà lu purrettu,
Passa picca e ‘na stidda ci aspettu.
E ogni vota si dirà:
Stidda ccà e purrettu ddà;
chinta decima rutunna,
Lu purrettu munua e attunna.
(Giarre)
Questo scongiuro richiama alla citata credenza fanciullesca che i porri si possono far nascere a volontà.
Altro mezzo di liberasi dai porri:
Si cerchi di due persone che vadano a cavallo a un mulo: una in sella e una in groppa, e chi ha il porro dica canterellando:
A vuatri chi siti supra stu mulu,
Pigghiativi stu purrettu, e ficcativillu ‘n culu.

e fugga, ché i due cavalieri potrebbero, per il male fatto loro, rispondere a bastonate a chi volle a lor danno liberarsi dal porro (Pal.).
Si ricordi che i medesimi passaggi di malattie si fanno con i geloni e con le emorroidi.
si unge sulla verruca: o il latte di scattiola, cioè l’umore lattiginoso del fico acerbo (Ficus carica, L.), del fico selvatico, del tassu barbasso, tasso barbasso (verbascum thapsus, L.), il succo che si spreme e si fa colare dalla milinciana, melanzana (solanum insanum, L.) (Pal.); succo che a volte si sala (Montevago). Alcuni ricorrono al sangue della lucertola (Mazzara).

Published in: on 1 agosto 2015 at 07:57  Lascia un commento