Antichi rimedi della nonna contro i malanni

Tra i più famosi rimedi propinati dalle nonne  per guarire da comuni malanni vi erano:

“U sbruffuni”  o suffumigi, una pratica consistente nella respirazione di vapori (con aggiunta di bicarbonato o di essenza di menta) emanati dall’acqua in ebollizione nella pentola. Questo metodo era efficace contro il naso tappato ed il raffreddore.
“I vintusi” ovvero le sanguisughe che succhiavano il sangue cattivo dalle spalle dell’ammalato.
“U vinu cottu” serviva contro febbre, raffreddore, dolori, ecc.
“A pala di ficurinia” si usava in caso di tagli profondi o spaccature. Si ripuliva dalle spine e cicatrizzava la ferita.
“I stuppati”, venivano usati per ingessare una parte contusa. L’operazione avveniva montando a neve dei bianchi d’uovo che venivano poi appoggiati sulla parte contusa assieme a del cotone. Nasceva una vera e propria ingessatura robusta ed efficace.

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Published in: on 28 Mag 2019 at 07:23  Lascia un commento  

Antica preghiera a Santa Lucia per gli occhi ammalati

“Santa Lucia
supra un màrmuru chi chincìa.
Vinni a passari nostru Signuri Gesù Cristo;
“chi hai ,Lucia,chi chianci?”
“chi vogghiu aviri, patri maistusu!”
M’ha calatu ‘na resca all’occhi;
Nun pozzu vidiri, n’è guardari,”
“va’ a lu m’è jardinu,
pigghia birbina e finocchiu,
cu li me’ mani li chiandai,
cu la m’è ucca l’abbivirai,
cu li me’ pedi li scarpisai:
s’è frasca va a lu voscu,
s’è Petra va a mari,
s’è sangu squaggirà.”

Da recitare per tre volte, facendo dei segni di croce sull’occhio ammalato.

Published in: on 22 marzo 2018 at 10:17  Lascia un commento  

SCONGIURO PER L’ESPULSIONE DELLA PLACENTA

Se dopo il parto, ritarderà l’uscita della placenta è necessario che la levatrice faccia segni cabalistici sul ventre della partorita, sollecitandola a soffiare forte dentro una bottiglia, mentre lei ripeterà più volte questo scongiuro:
“Nesci, nesci,
cusazza fitenti,
ca lu cumanna
lu Diu ‘nniputenti;
ti lu cumanna la santa Trinitati,
nun si robba di cristiani vattìati.”
Traduzione:
Esci, esci,
cosaccia fetente,
che lo comanda
il Dio onnipotente,
te lo comanda la sacra Trinità,
non sei roba per persone battezzate.
Published in: on 26 settembre 2016 at 00:35  Lascia un commento  

Orazione a Santa Lucia,per problemi agli occhi

Supra lu marmu chi chiancìa,
mentri passava nostru Signuri Gesù Cristu:
“Chi hai, Lucia, chi chianci?”
“Chi vogghiu aviri, patri maistusu!
M’ha calatu ‘na resca nta l’occhi;
Nun pozzu vidiri, né guardari.”
Va a lu me jardinu,
Pigghia birbina e finocchiu,
cu li me manu li chiantavi,
cu la me vucca l’abbiviravi,
cu li me peri li scapisavi:
S’è frasca va a lu voscu,
s’è petra va nta mari,
s’è sangu squagghirà.

Amen

Published in: on 16 novembre 2015 at 09:18  Lascia un commento  

CONTRO L’INSOLAZIONE

Si pone sui capo del paziente un piatto d’argilla con un po’ d’acqua, si preparano nove pezzettini di bambagia e si mettono in una tazza, si accende quindi il cotone e subito la tazza si capovolge nel piatto. La bambagia si spegne, l’acqua si asciuga e sottili spire di fumo si raccolgono nella tazza. Si recita poi il seguente scongiuro: ” Armuzzi decollati, quannu tutti novi vi iungiti, quannu trasiti intra la ma casa vi ringraziu di chiddru ca faciti “. Si recitano poi tre ” pater ” a Santo Zaccaria.

Published in: on 13 agosto 2015 at 08:55  Lascia un commento  

Rimedi popolari per le verruche

Porro o Verruca. Purrettu; purri, porri (Nic.); birrittu (messina); birrinu (trapani).
Nascon porri alle mani (Pal.) o alla nuca (Terran.) di chi voglia contar le stelle.
Per farli nascere i bambini indicano col dito il cielo e poi la parte del corpo sulla quale si vuole che il porro venga fuori, ripetendo per un pezzo: Stidda ddà e purrellu ccà (stella li e porro qui) e cosi sono sicuri che il dì appresso il porro spunterà.
I rimedi per far sparire i porri e per consumarli sono molteplici, ed eccone alcuni:
Tanti granuli di sale quanti sono i porri, si gettano in forno nell’ora che questo si riscalda. Consumato il sale i porri cadono (Marsala). Si prende un filo di paglia d’orzo, si taglia trasversalmente nel nodo, e con uno dei capi tagliati si tocca il porro. la paglia si lega o con una setola di coda di cavallo o con un filo di seta qualunque, e si nasconde in un buco attendendo che esso marcisca; marcita la paglia, sparisce il porro (Alimena). V’è chi fa una croce sul porro con un coltello (Bagheria). V’è chi fa mette a putrefare in luogo umido la paglia con la certezza che il porro avvizzirà con l’avvizzire della paglia. Se più d’uno sono i porri, più saranno i nodi: ogni cosa fatta colla massima segretezza ( Gangi). v’è pure chi mastica senz’altro <i nodi della paglia con pronunziar contemporaneamente certe formali parole> (Pal.). V’è chi prende tante fave o nodi di paglia quanti sono i porri e li getta in un pozzo che non abbia mai visto per lo innanzi, allontanandosi prestamente per non udirne il lievissimo tonfo, se cosi può dirsi, dell’acqua. Con maggiori particolarità e circostanze nelle pratiche, si prendono tre fili di paglia, in ciascheduno de’ quali sia un nodo, si legano sopra i porri; poi si tolgono essi fili e si buttano in una cisterna o in un pozzo, al quale per un intiero anno la persona che ha i porri non dovrà accostarsi; al marcire della paglia, spariranno i porri; però è necessario ripetere il seguente scongiuro
Purrittu, purrittieddu,Vattinni a Muncihieddu.
ppi la Vergini Maria Squaggia. Purriettu, e mintiti a la via. (Chiaramonte).

ed anche quest’altro:
Curri. purrotta, vattini di ddocu,
fuj prestu di stu locu;
Curri, purrettu, vattini luntanu.
Scumparisci di sta manu:
Unni c’è ccà lu purrettu,
Passa picca e ‘na stidda ci aspettu.
E ogni vota si dirà:
Stidda ccà e purrettu ddà;
chinta decima rutunna,
Lu purrettu munua e attunna.
(Giarre)
Questo scongiuro richiama alla citata credenza fanciullesca che i porri si possono far nascere a volontà.
Altro mezzo di liberasi dai porri:
Si cerchi di due persone che vadano a cavallo a un mulo: una in sella e una in groppa, e chi ha il porro dica canterellando:
A vuatri chi siti supra stu mulu,
Pigghiativi stu purrettu, e ficcativillu ‘n culu.

e fugga, ché i due cavalieri potrebbero, per il male fatto loro, rispondere a bastonate a chi volle a lor danno liberarsi dal porro (Pal.).
Si ricordi che i medesimi passaggi di malattie si fanno con i geloni e con le emorroidi.
si unge sulla verruca: o il latte di scattiola, cioè l’umore lattiginoso del fico acerbo (Ficus carica, L.), del fico selvatico, del tassu barbasso, tasso barbasso (verbascum thapsus, L.), il succo che si spreme e si fa colare dalla milinciana, melanzana (solanum insanum, L.) (Pal.); succo che a volte si sala (Montevago). Alcuni ricorrono al sangue della lucertola (Mazzara).

Published in: on 1 agosto 2015 at 07:57  Lascia un commento  

Rimedi popolari per la forfora

La forfora si chiama cosi per la sua analogia con la crusca (canigghia). Oltre i mezzi ordinari di olio d’oliva, di mandorle, di ricino, si raccomandano i lavaggi del capo con la propria urina, o con lisciva, o con aceto o con vino.

Published in: on 25 luglio 2015 at 07:55  Lascia un commento  

Rimedi popolari per i calli

Per questo male non vi sono scongiuri o rimedi soprannaturali. I rimedi sono tutti pratici, per rammollire il callo ed affrettarne o agevolarne il distacco. ecco un elenco di codesti mezzi:
Un pezzettino di carne vaccina fresca (Pal.)
Un pò di ‘npiastru di Donna Vanna (Pal.), che è qualcosa di simile all’empiastro di malva.
Una fettolina di limone arrostita (Pal.).
Una foglia di sempriviva, o carciofetto (sempervivum arboreum, L.), che corre anche sotto il nome di erva di li caddi, e dalla quale però dev’essere tolta la pellicola.
Una foglia di ellera o di fava ‘nversa (sedum telepiricum, L.), (Nic.).
Un crastuni,chioccioline (helix, L.) pesto. Si può anche applicare vivo e tenerlo finché non muoia: allora lo si mette ad asciugare all’aria. Quando diverrà secco, il callo sarà bello e caduto.
Rimedio crudele è quello dello zolfo o del lardo bollente, che si fa sgocciolare sul callo, avendo cura di tenere ben coperte le parti circostanti.

Published in: on 18 luglio 2015 at 07:53  Lascia un commento  

Antico scongiuro popolare contro il sangue dal naso

 

In caso di uscita di sangue dal naso,recitare con fede il seguente scongiuro per tre volte:

“Zachariah venne ucciso nel tempio del Signore ed il suo sangue divenne pietra. Allora fermati, o sangue, per il servo di Dio,…..( nome,cognome e data di nascita)
Io ti esorcizzo, sangue, che tu ti fermi nel nome del Salvatore e per timore dei preti quando essi celebrano la liturgia sull’altare”

Published in: on 17 marzo 2015 at 10:48  Lascia un commento  

Antico scongiuro per il mal di denti

Quella che segue è una antica preghiera popolare contro il mal di denti, da portare con sé,scritta su un foglio di pergamena come preghiera amuleto:

“San Pietro sedette su una pietra a piangere. Cristo
Venne da lui e disse:
Pietro, perché piangi?‟ Pietro rispose: „Signore, i miei denti dolgono.‟ Il Signore allora ordinò al verme che era nel dente di Pietro di uscire da esso e non ritornarvi mai più.
Non appena il verme fu uscito il dolore cessò.
Allora Pietro parlò: “Io ti prego, o Signore, che quando queste parole verranno scritte ed un uomo le porterà con sé, egli non abbia male ai denti.‟
Ed il Signore rispose: “Va bene, Pietro, così sia!‟

Published in: on 10 marzo 2015 at 10:36  Lascia un commento